Il Segrate Podcast mi ha invitato come ospite per una puntata di un’ora. Ci conoscevamo già dall’ambiente lavorativo, e questo ha reso la chiacchierata sciolta fin dal primo minuto.
Abbiamo spaziato dal mio lavoro di design strategist ai temi che mi stanno a cuore. Il brand prima del logo, il rapporto tra AI e clienti, l’inclusione reale dentro le aziende. Qui ti racconto com’è andata e cosa abbiamo toccato. La puntata intera la trovi in fondo.
Come spiego il mio lavoro a chi non è del settore
La prima cosa che mi ha chiesto è come spiegherei quello che faccio a una persona over 60. Gli ho risposto come rispondo sempre. Aiuto aziende e freelance a comunicare online verso il proprio pubblico e il cliente ideale, restando aderenti al proprio brand. Senza snaturarsi e senza sembrare marchettari.
Da lì siamo entrati nel vivo. Perché tante realtà curano il logo, i colori e l’interfaccia del sito, ma dimenticano la strategia che sta sotto. Io parto sempre da quella. Prima la brand identity, i valori, la promessa. Poi la parte visiva.
I temi che abbiamo toccato
Abbiamo parlato del paradosso degli ultimi anni. Con l’AI escono tantissimi prodotti fotocopia, bellissimi da vedere e vuoti sotto la superficie. E abbiamo parlato di clienti. A un certo punto ho detto una frase a cui tengo. Quando un cliente mi tira fuori ChatGPT, so che da lì a sei mesi quel cliente è meglio perderlo che tenerlo.
Ci siamo detti anche perché l’inclusione conviene alle aziende, non come costo ma come investimento sulle persone che restano. E ho toccato un tema tecnico che mi porto dietro dai tempi dell’agenzia, l’accessibilità. Il contrasto tra testo e sfondo non è un vezzo da designer, pesa sulla leggibilità e sul posizionamento del sito.
Poi il filo che porto avanti da sempre, l’inclusione reale. Non quella di facciata da purpose washing, ma quella vera dentro le aziende. Ho raccontato anche Inclusia, la directory di freelance inclusivi e verificati che sto costruendo, e da quali problemi è nata.
Il gioco della torre
Verso la fine c’è stata una rubrica, il gioco della torre. Due opzioni alla volta, ne salvi una. Ho salvato Figma sul resto degli strumenti, poi il sito web, poi la brand identity, poi il lavoro da freelance. E alla fine ha vinto la community su tutto il resto. Una cosa che mi rappresenta parecchio.
Il mio ricordo di Segrate
L’ultima domanda è stata sul ricordo più autentico che mi lega a Segrate. Sono in città dal 2019 e la frequento dal 2014. Il ricordo più forte parte da un momento difficile, il Covid, ma ha avuto un risvolto bello. Qui, nel comune di Segrate, mi sono unito civilmente con mio marito. Un sali e scendi che porto con me.
Guarda la puntata
Grazie al Segrate Podcast per l’invito e per la chiacchierata. Se ti va, guarda la puntata completa qui sotto.
Sii autentico, riconoscibile e accessibile. Sempre.



