Ho avuto l’opportunità di essere intervistato da StoryTime Evolution Radio, il format che racconta storie di professionisti e imprenditori che stanno facendo la differenza nel proprio settore. Un momento di riflessione importante sul percorso che mi ha portato dall’essere grafico tradizionale a freelance specializzato in design e strategie di marketing digitale.
Dal grafico tradizionale al digital designer
Nell’intervista ho raccontato come tutto sia iniziato nel mondo della grafica tradizionale, lavorando per un’azienda che creava collezioni scuola – quelle che tutti ricordiamo dalle cartolerie della nostra infanzia. Un’esperienza formativa che mi ha insegnato l’importanza del dettaglio e della coerenza visiva.
Il vero punto di svolta è arrivato quando sono stato “catapultato” nel mondo del web design. È stato amore a prima vista. Non si trattava più solo di creare qualcosa di bello, ma di progettare esperienze che funzionassero, che convertissero, che raccontassero storie attraverso l’interazione digitale.
La scelta del freelancing: eliminare gli intermediari
Uno dei passaggi chiave discussi nell’intervista riguarda la decisione, presa quasi due anni fa, di diventare freelance. Non è stata una scelta dettata solo dal desiderio di indipendenza, ma da una visione precisa del valore che volevo portare ai miei clienti.
Ho spiegato come, nella mia esperienza, molte agenzie tendano a vendere servizi standardizzati piuttosto che consulenze personalizzate. Il mio obiettivo era diverso: volevo offrire un servizio diretto, senza intermediari, dove potessi seguire personalmente ogni aspetto del progetto del cliente.
Un approccio a 360 gradi alla comunicazione
Durante l’intervista ho evidenziato quello che considero il mio principale valore aggiunto: la capacità di gestire ogni aspetto della comunicazione digitale. Dalla nascita del brand alla strategia social, dal web design al photo editing, ogni elemento viene curato con la stessa attenzione.
Questo non significa fare tutto da solo a tutti i costi. Come ho spiegato, per aree specifiche come il copywriting collaboro con altri professionisti. Ma la visione strategica, la coerenza del progetto, quella rimane sempre sotto la mia supervisione diretta. È questa visione unitaria che fa la differenza nel risultato finale.
L’importanza di scegliere i canali giusti
Un tema che mi sta particolarmente a cuore e che ho approfondito nell’intervista è l’approccio strategico ai social media. Troppo spesso vedo aziende che aprono profili su ogni piattaforma esistente solo perché “bisogna esserci”.
Il mio metodo è diverso: faccio sempre un passo indietro con il cliente. Analizziamo il target, studiamo dove si trova realmente il pubblico di riferimento, e solo allora decidiamo su quali canali concentrarci. Non si tratta di seguire le mode, ma di investire energie dove possono davvero fare la differenza.
Il valore della competenza condivisa
Nell’era post-pandemia, con l’esplosione di piattaforme come TikTok, ho sottolineato come sia fondamentale “mostrare la faccia” e condividere competenze. Non si tratta di narcisismo professionale, ma di costruire fiducia attraverso la dimostrazione concreta del proprio sapere.
Questo approccio vale per me come per i miei clienti: la trasparenza e la condivisione di valore sono oggi elementi imprescindibili per emergere nel rumore digitale.
Uno sguardo al futuro
Durante l’intervista ho anche condiviso alcune riflessioni sui progetti futuri. Oltre al lavoro diretto con i clienti, sto valutando la possibilità di sviluppare prodotti digitali e percorsi di coaching per futuri designer e marketer. È un modo per scalare la mia expertise e raggiungere più persone che potrebbero beneficiare della mia esperienza.



